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La Torre dell’ Annunziata, della solita forma cilindrica, ha una scarpa di 7 metri, un tamburo di 8 metri delimitato da cordoni, un parapetto di coronamento di circa 5 metri che poggia sopra una serie di archetti e beccatelli leggermente diversi da quelli delle torri di levante (S. Cristoforo e San Lorenzo). L’interno presenta quattro distinti livelli: il primo, in origine una casamatta impiegata poi come cisterna; il secondo, un’ altra casamatta; il terzo era il piano degli archibugieri; il quarto la piattaforma per le artiglierie. Entrando nella torre al primo livello, si passa attraverso un basso corridoio per raggiungere la prima casamatta semisferica, senza dubbio utilizzata come cisterna per un prolungato periodo. Questo è dimostrato dal continuo flusso d’acqua tutt’oggi esistente, dal pozzetto di decantazione del limo, dall’ apertura per consentire all’acqua di defluire all’esterno e dal segno del livello medio raggiunto dall’acqua. La costruzione è così precisa da produrre un’acustica eccezionale e l’amplificazione della voce di chiunque parli al centro dell’ambiente, un accorgimento molto utile per superare il rumore dei combattimenti. Salendo la scala ricavata dentro il muro perimetrale spesso più di 7 metri, si raggiunge una seconda casamatta, anch’essa semisferica e molto simile alla prima, originariamente forse usata come deposito di munizioni e polvere da sparo, con feritoie che erano utilizzate anche come caditoie. Questo tipo di struttura semisferica è anche riscontrata in altre fortificazioni aragonesi, per esempio nei castelli di Otranto e di Manfredonia, indicazione che moduli standard, variamente combinati in accordo con le specifiche esigenze difensive, potrebbero essere stati impiegati nelle costruzioni dei castelli del regno Aragonese.
Continuando a salire si raggiunge l’ingresso della galleria settentrionale, una lunga sala con volta ogivale ubicata tra le torri dell’ Annuniziata e del San Lorenzo. Si sale quindi al piano degli archibugieri, perfettamente conservato, ove si possono vedere in dettaglio le postazioni difensive consistenti in quattro centri di fuoco, ognuno dotato di quattro postazioni di tiro, forniti di condotti di ventilazione per l’evacuazione del fumo prodotto dalle armi da fuoco. Salendo ancora, si esce al livello della piattaforma per l’artiglieria, riempita di terra probabilmente alla fine del XVI secolo per collocare i cannoni sulla sommità della torre. Nel 1930 la Marina Italiana ha rimosso la terra e restaurato le postazioni della artiglieria che mostrano, anche oggi, le originarie posizioni dei cannoni. Le cannoniere erano originariamente fornite di portelli abbattibili in legno e di copertura pure in legno. La torre dell’ Annunziata porta, murata al parapetto di coronamento, una lapide con lo stemma Aragonese. L’iscrizione in latino sotto lo stemma recita che “Ferdinando d’ Aragona, figlio di Alfonso e nipote di Ferdinando, ricostruì la fortezza di Taranto che era in rovina a causa dell’età e nel 1492 la rese più grande e più forte così che potesse resistere all’impatto dirompente dei proiettili scagliati con micidiale violenza”.
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Marina Militare Italiana The Italian Navy, strong of its traditions, aims at the professionalism of its personnel, and it Follow on Twitter →
Una visita fantastica e ben organizzata, dopo averci fatto vedere un video in una sala del castello della durata circa 15 minuti, la guida ci ha portato in giro per tutto il castello per circa 1 ora, un esperienza irripetibile se poi si pensa anche che è tutto gratis…………Grazie a tutti
Taranto è una città con mille tesori non esposti. Finalmente uno di questi è venuto alla luce. Grazie
Barletta





